27 apr 2019

brand per Anghiari e la mostra dell'artigianato




Mastro Santi Del Sere
Maestro Artigiano Bottega Scuola
Anghiari

Anghiari un Brand 

"piccole riflessioni e suggerimenti, come un piccolo sasso lanciato nello stagno"

Oramai è da decenni che si parla, si sente, dalle persone più comuni, che visitano le botteghe dell'artigianato di eccellenza, che si stanno perdendo molte attività e le professionalità che hanno dato storia, cultura, vita e proseguimento alle varie discipline artigiane .

I motivi di questo declino, dipendono da molti fattori; per quanto riguarda il ceto medio, che era il maggior acquirente, con la diminuzione della capacità di spesa , ha influenzato la produzione rivolta ad una vendita di un oggetto più facile da vendere legato ad una visita come ricordo, che ad un manufatto ricercato.

Un altro motivo è legato alla divulgazione mediatica e alle tendenze artistiche, che hanno influenzato il gusto per l'arredamento. L'arredamento oltre ad essere sempre più minimale , non segue più come nelle generazioni passate, che contemplava una durata eterna del manufatto. Adesso arredare la casa, per il ceto medio e non solo , ha una sola mira, andare a farsi un giro in un grosso supermercato spendere poco e stare alla moda del momento, inculcata dai media e dalla rete. Il mercato di eccellenza è per pochi eletti, ed è difficile raggiungere e farsi notare per piccoli artigiani.
tarsia Giovanni Del Sere 16 anni


Questa premessa è una piccola sintesi, molti altri punti dovrebbero essere presi in considerazione.

Voglio fare un piccolo esempio, per arrivare all'idea della mostra brand Anghiari.

Una piccola micro bottega artigiana, parlo sempre di un artigianato di eccellenza, come può farsi conoscere e avere una sua sopravvivenza in un mercato globale? Sicuramente la prima risposta è una forte comunicazione mediatica, oppure farsi vedere e proporre i suoi prodotti in mostre di livello nazionale e internazionale. Solamente queste due risposte cosa comportano ad un piccolo artigiano.?

La comunicazione, già di per se è una scienza che ha bisogno di essere eseguita da persone competenti, con costi abbastanza elevati.


Le mostre di grande interesse, hanno ad un costo molto rilevante non sostenibile per piccole realtà artigiane, ma ammettiamo il caso che il prodotto proposto avesse un successo di richieste, una piccola bottega artigiana non strutturata si troverebbe a non sostenere le richieste di mercato, per mancanza di collaboratori adatti ad una produzione di qualità. Con questi solo due esempi si può capire che solamente un imprenditore può stare e onorare il mercato.
anta intarsiata

Domanda ma un piccolo artigiano si può chiamare imprenditore?

Ho sempre sostenuto che gli artigiani rimangono artigiani e non posso essere chiamati imprenditori, per motivi semplici e di struttura della bottega. La produzione della piccola bottega è relativa all'artigiano che la creata, è lui che disegna, costruisce, vende promuove il suo prodotto, deve essere una persona poliedrica, nel saper fare ed essere sempre attenta, alla comunicazione, all'amore e la passione del proprio lavoro per mantenere in vita la propria attività, frutto di anni d'impegno e di piccoli investimenti.

In questo periodo storico, con un mondo in continuo cambiamento, un piccolo artigiano avrà un futuro?

In questi giorni dedicati alla mostra dell'artigianato, che è l'unico evento importante sull'artigianato della provincia di Arezzo, mi sono fatto questa domanda a cosa serve e ha chi serve questa manifestazione costruita sempre con lo stesso format da anni? Sicuramente il livello è alquanto scaduto, pochi in sporadici casi ci sono delle eccellenze, basti pensare che lo stand più grande è la vendita di prodotti enogastronomici.


Ma questa non vuole essere una critica superficiale ma una critica costruttiva accompagnata da una mia, forse utopica idea di mostra futura.

Anghiari, è da tanti anni riconosciuto come punto di riferimento per l'artigianato, ha una storia non grandissima, ma importante in materia. Il paese è caratteristico nel suo centro storico a una scuola ex d'Arte adesso Liceo. In questo contesto si dovrebbe inserire l'idea del brand Anghiari e quindi una visione nuova per la mostra dell'artigianato.
corso bottega scuola
Partendo dalla scuola, oltre che proseguire l'attività liceale potrebbe diventare, parallelamente, anche un accademia di mestieri, dove ragazzi diplomati, non solo del nostro territorio, possono apprendere e fare un percorso formativo su alcune attività di eccellenze artigianali, non solo rivolte ad un mercato tradizionale ma che abbia un forte interesse alla innovazione del prodotto, che si possa inserire e dare risposta al un mercato attuale.

La mostra potrebbe essere una iniziativa unica di far conoscere le realtà artigiane, rispettando la propria identità ma racchiuse in un marchio comune del nostro piccolo paese.

Per far ciò, che cosa occorre? un grosso investimento di una azienda strutturata che investa e diventi un punto di riferimento per far continuare e mantenere in vita il saper fare, promuovere le piccole attività collegate ad una marchio un brand del paese di Anghiari.
Giovanni Del Sere tarsia

Il marchio e la stessa mostra potrebbero essere l'arma promozionale per eventi di carattere nazionale ed internazionale, dove la comunicazione deve avere una parte importantissima per questo tipo di idea progetto.

Per riuscire a concretizzare una simile idea necessita di un piano industriale che solo come ho detto, ha bisogno di una grossa impresa, che investa e faccia suo un marchio unico, un progetto pilota che in questo momento in Italia mi sembra non esista.
mobile

Una iniziativa di questo tipo, porterebbe questo piccolo paese ad essere un punto di riferimento per l'artigianato, per formare e tramandare le discipline artigianali, con una visione più ampia non rivolta solamente alla tradizione, con una forte tendenza all'innovazione, con l'aiuto delle nuove tecnologie per creare un prodotto di pregevolezza da promuovere nel mercato e dare sopravvivenza ad un artigianato che ci invidia tutto il mondo.

Mastro Santi Del sere

6 mar 2019

MOBILI INTARSIATI CONTEMPORANEI AL LOUVRE




RESTAURATORE EBANISTA


Nel 1998, tramite a dei corsi aggiornamento, ebbi la fortuna di conoscere uno dei massimi restauratori viventi Fiorentini, Andrea Fedeli. 
Nelle lezioni tenute dal professore, scoprii che avevamo una passione in comune la tarsia rinascimentale e gli dissi anche delle mie idee . Al tal proposito trovai in lui una persona che la vedeva come me, nel fatto di riproporre la tarsia prospettica-pittorica in chiave moderna.










Fedeli, visto il mio entusiasmo, mi propose di partecipare ad un progetto, come collaboratore della sua qualificatissima bottega, per l'esecuzione di alcuni mobili di una importante collezione, che riproponeva questa tecnica in un progetto che riguardava di creare una serie di mobili disegnati dal famoso design Ettore Sottsass e da Andrea Fedeli.
Accettai, anche se dentro di me sudavo freddo visto l'importanza dei lavori commissionatomi, sperando di essere all'altezza. 













Per soddisfazione personale, per aver costruito e realizzato nella mia bottega in Anghiari una parte della collezione, che mi commissiono Fedeli, sapevo e scopro che uno dei mobili girevoli è dal Ottobre 2011: l’opera Lanaken Inverno è entrata a far parte della collezione permanente del Musée
des Arts Décoratifs di Parigi (Louvre)





CORSI INTARSIO

LIBRO APPUNTI DI BOTTEGA SULLA TARSIA LIGNEA

CONTATTI

26 set 2018

RESTAURO CASSONE VITTORIO SGARBI




RESTAURO DI UN CASSONE INTARSIATO DI VITTORIO SGARBI

In trentanni di carriera da Artigiano restauratore di mobili antichi, non mi era mai capitato di restaurare, nella mia bottega, oggetti così importanti.
La prima visita di Sgarbi nella mia bottega
Il periodo riguardante il restauro dei mobili, non è felice, non c'è un interesse, come negli anni passati, di arredare le abitazioni con mobili antichi. Francamente me ne sono reso conto da alcuni anni, di questa ripida discesa per l'interesse di questo tipo di arredamento. Infatti il lavoro e scemato drasticamente negli ultimi anni.
Non so di preciso perchè il noto Professore e critico d'arte a scelto me per restaurare il suo pregevole cassone, intarsiato alla maniera certosina del quattrocento.
Il Sindaco di Anghiari, Polcri  e Sgarbi 
Sicuramente la storia che lega il restauro del mobile a questo ultimo spicchio di terra toscana, viene da un commercio fiorente degli anni passati, dove passavano, ai suoi tempi d'oro, registi, attrici famose e persone facoltose che acquistavano mobili antichi nelle gallerie di antiquariato del mio paese, Anghiari.
Io sono figlio di una serie di combinazioni, forse meglio dire di un percorso formativo, che deriva come prima cosa di essere portato alla messa in opera delle arti decorative, disegno, scultura, geometria, sono sempre state dall'adolescenza la mia passione, oltre che alla musica.
il professore mi ha potuto dare delle sue osservazioni a riguardo su una cassapanca del quattrocento in restauro nella mia bottega,   
Un trascorso scolastico presso l'allora Istituto d'Arte locale, specializzato e unico in Italia sul restauro del mobile antico e rubando qua e la, segreti di bottega dagli artigiani locali in special modo da mio Zio gnaso e infine dal frutto di collaborazioni con artigiani fuori del mio comprensorio, dove ho potuto esercitare restauri in altre regioni italiane.
Ho potuto far vedere anche il mio studiolo intarsiato in costruzione 
Comunque dopo aver fatto questa piccola premessa, ritornando ai giorni nostri, con grande soddisfazione personale, mi è capitato due anni fa il Prof. Vittorio Sgarbi nella mia bottega accompagnato e invitato da un suo amico antiquario di Ferrara che mi aveva scoperto nei mesi passati. 


Chiaramente il Professore è stato accolto in quell'occasione dal primo cittadino del mio paese e fatto visita al centro di Anghiari. 

il Cassone del Prof.Sgarbi al momento della consegna

Già dall'ora mi disse, che doveva restaurare un cassone intarsiato e me lo avrebbe affidato.
Il momento è venuto e già passato, visto che in questa estate abbastanza calda lo restaurato e riconsegnato. 
Documento con qualche foto il restauro del cassone e la gradita presenza del Professore nella mia bottega. 

coperchio prima del restauro



Fianco e intarsio interno del cassone prima del restauro


fianco dopo il restauro

coperchio a fine restauro
 
fronte a fine interventi di restauro








21 set 2018

restauro mobile boulle

RESTAURO IN CORSO DI UN MOBILE BOULLE
BOTTEGA SCUOLA  DI RESTAURO MASTRO SANTI DEL SERE
ANGHIARI AREZZO

Di rado capita di restaurare una riproduzione di  mobile fine 1800 o inizio del 1900, che si rifà alla tecnica Boulle. Di questi mobili ne sono stati fatti molti in Francia nel periodo sopracitato e si trovano in moltissimi casi in pessime condizioni di conservazione. 
La fortuna di questo tipo di mobili è se non sono mai stai restaurati a ripristinare senza grandi difficoltà la loro bellezza originaria. Ma se  sono stati restaurati da "artigiani " incapaci, ci si ritrova a rimediare con difficoltà alle manipolazioni subite, per essere gentili.
Fronte prima dell'intervento di restauro
Questo mobile che sto restaurando è stato veramente dilaniato da incollature fatte alla peggio, eccessive abrasioni con carta-vetro dell'ottone riducendolo  a neanche un decimo di millimetro di spessore, finte bulinature disegnate a china, insomma di tutto e di più.
Rimane comunque la soddisfazione di rimediare nel limite del possibile a queste manipolazioni non felici.
stato di conservazione
Questo tipo di mobili visto nel complesso risultano soddisfacenti a occhio inesperto e solo osservandoli o fotografandoli a luce radente si possono  capire le varie difficoltà che andremo a incontrare durante gli interventi, che serviranno anche per fare una valutazione del danno che hanno subito o del loro stato di conservazione.

stato di conservazione


come si presentava lo sportello centrale prima dell'intervento di restauro

 DOCUMENTAZIONE DOPO GLI INTERVENTI DI RESTAURO





23 feb 2018

accademia dei mestieri d'arte




MASTRO SANTI DEL SERE
MAESTRO ARTIGIANO E BOTTEGA SCUOLA 
RICONOSCIUTO DALLA REGIONE TOSCANA

riflessioni e proposte sull'artigianato d'arte che sta scomparendo.



ACCADEMIA DEI MESTIERI D'ARTE


In questo periodo storico ci si sta rendendo conto che si stanno perdendo molti mestieri tradizionali, che hanno dato e creato lavoro per molti artigiani nel settore dell’artigianato artistico e del restauro e tramandato cultura e del saper fare artigiano. Chi teneva in vita fino a pochi decenni fa queste conoscenze erano gli Istituti d’Arte, da dove molti degli odierni artigiani si sono diplomati. Forse non era il caso di farli finire, sicuramente avevano bisogno di essere rinnovati nel piano didattico, aggiungendo materie che adesso in un mercato globale e complesso potevano dare agli studenti una formazione adeguata.
Altra “presunzione” è che gli Istituti d’Arte adesso rinnovati come Licei Artistici non devono insegnare il mestiere ma devono preparare ed educare il ragazzo costruendogli delle nozioni di base e metodi che gli serviranno per un percorso superiore. Uno sbaglio è pretendere che un Liceo Artistico possa creare una figura di artigiano. Se vogliamo essere obbiettivi basta pensare che in queste scuole si fanno sette ore di laboratorio alla settimana, cosa che in una bottega artigiana se ne fanno otto ore in un giorno ordinarie, ma sono molte di più, un artigiano che ama il suo lavoro, lavora continuamente .
Quindi non è possibile e presuntuoso che dopo la fine del percorso scolastico possa essere pronto ad aprir bottega un allievo dopo la maturità .
lezioni impartite da Santi Del Sere “Mastro Santi Del Sere” per ore 30 progetto POF sul “Restauro” per gli alunni delle classi IV°e V°della sede del Liceo Artistico di Anghiari.

Inoltre i tempi di maturazione dei ragazzi non è più come a quarant'anni fa, questo è dovuto anche allo studio di materie indispensabili come la lingua straniera, l’informatica, la filosofia, che è indispensabile per un ragazzo che vuole diventare un giorno restauratore o praticare un manufatto artistico.
Altro esempio legato alla formazione manuale, nei Licei artistici che un poco ricalcano i vecchi Istituti d’Arte nei primi due anni scolastici si danno  delle nozioni dedicate alla pratica dove il ragazzo successivamente prenderà il suo indirizzo. Per fare un esempio concreto, nei licei artistici si fanno delle esercitazioni di modellazione con argilla, un ragazzo di quindici-sedici anni apprende i primi rudimenti di questa pratica ma è negli anni successivi che si comincia a vedere il prodotto degli insegnamenti, peccato che questo percorso finisce dopo i primi due anni.
Queste considerazioni mi fanno pensare a un ragazzo che ha attitudine ha questo tipo di orientamento Artistico, chi gli da le nozioni per apprendere veramente e concretamente il mestiere?
Non è compito, come molti genitori credono o si aspettano, che i Licei Artistici, diano una sensibilità un inizio ad un futuro artigiano del settore artistico, come o fatto sopra degli esempi, mancano le competenze, ce troppo distacco tra le botteghe artigiane e la scuola. Per fare un esempio quando frequentavo la scuola d'arte, negli anni settanta, già si sentiva il distacco tra queste due realtà.
Adesso i professori specialmente quelli che ti devono insegnare le arti applicate sono architetti o che hanno un acquisito un dottorato, ma non conoscono la materia pratica che dovranno insegnare, è il risultato delle graduatorie per l'insegnamento.
Quale potrebbe essere il rimedio a questa carenze; dovremo aiutare, promuovere e dare la possibilità di trasmettere il mestiere alle nuove generazioni alle botteghe riconosciute, sicuramente sarebbe un investimento da parte dello Stato per tenere in vita e creare nuovi professionisti di alto artigianato.
Lezioni durante il Percorso Formativo bottega-scuola Mastro Santi Del Sere/ Santi Del Sere formazione - PON 

Perché, non si da l'opportunità, dopo un percorso Liceale artistico, ai ragazzi di frequentare un cammino di un piano superiore triennale, come si fa per le lauree brevi creando della Accademie del Mestiere nel territorio nazionale per le specifiche del territorio con dei progetti pilota con dei percorsi formativi, che non vadano in conflitto con i piani scolastici liceali per insegnare il mestiere a giovani post diploma promettenti, sfruttando i locali dei Licei artistici esistenti.
 Bisogna rendersi conto che il nuovo artigiano rivolto ad un mercato di eccellenza, deve avere una formazione avanzata, che deve tener presente: cultura, nuove tecnologie, strategie di mercato, sicurezza nei luoghi di lavoro e la conoscenza della lingua straniera, , oltre alle capacità individuali, può creare l' Artigiano del futuro, che a suo tempo ritrasmetterà il mestiere, con nuove soluzioni che il tempo futuro gli darà.
Il problema più importante per l’attuazione dei progetti riguardano sempre le risorse, l’idea della Accademia dei mestieri non deve essere vista come una scuola professionale, che deve servire per creare operai o artigiani di servizi nei vari campi, si deve pensare che una accademia dei mestieri dovrebbe ricalcare la scuola bottega come ce ne sono tante nel territorio nazionale private per fare un esempio nel campo, che va adesso tanto di moda delle graphic novel si paga una retta in questi tipi di scuole.

Fasi della realizzazione di uno studiolo intarsiato

Oltre alle varie discipline legate alla lavorazione del legno, un’altra branchia importante è la sua conservazione, il settore del restauro inerente agli arredi lignei.
 Adesso in questo momento è indispensabile visto la nuova legislatura che prevede il riconoscimento di collaboratore restauratore per essere accreditato ai Beni Culturali che per ottenerlo privatamente costa una notevole cifra.
Oppure se si vuole intraprendere la carriera della lavorazione del legno più generale, creando degli stage estivi, tipo college, nel momento di pausa scolastica, per stranieri o persone che si vogliono riconvertire nel lavoro o soggetti che vogliono apprendere le varie discipline della lavorazione del legno e del restauro del mobile antico; collegare imprese artigiane strutturate per fare prototipi e ricerca; rispolverare e rivisitare  le vecchie tecniche decorative. I vecchi mestieri legati alla nostra cultura possono essere una risorsa. I vecchi mestieri possono essere intesi in due modi. Uno tradizionale: produrre pezzi unici e ricercati, l’altro è la rivisitazione e messa in pratica con le nuove tecnologie, ad esempio la lavorazione a controllo numerico e a fonte al laser o la modellazione tridimensionale a distanza con le nuove stampanti 3d. Tutte queste premesse devono essere prese in considerazione per un  percorso formativo efficiente, concreto ed adeguato per i futuri mercati che saranno sempre più globalizzati e che dovranno costruire in maniera efficace e incisiva la nuova figura professionale artigiana.
 Questi momenti di formazione potrebbero servire in maniera concreta ad immettere probabili collaboratori in azienda e opportunità per gli allievi più capaci di aprire un loro laboratorio.
Altri Obiettivi:
Da Anni si stanno verificando esodi dalle piccole realtà locali per le grandi città non solo italiane, perché non sfruttare i piccoli borghi dove ci sono queste scuole attrezzate che stanno morendo e renderle vive con la permanenza di stagisti, che creerebbero un interessante movimento economico.
 la promozione del territorio ricco di antiquariato e della pratica inerente al restauro di arredi lignei riconosciuta storicamente

L’unica cosa che occorre è la promozione, oltre all'avallo degli Enti e Associazioni. Abbiamo Università importanti che potrebbero essere coinvolte non solo per allievi italiani. Infatti potrebbero far da tramite nei confronti di un’utenza europea ed extra europea. Gli strumenti la Regione Toscana ce li ha per portare avanti questa idea che farebbe rifiorire e non perdere definitivamente un tesoro inestimabile.

Anghiari 18 febbraio 2018

Porta voce restauratori CNA
Arezzo
Santi Del Sere

12 nov 2017

corsi gratuiti bottega scuola mastro santi Regione Toscana



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La mia Bottega scuola nei primi mesi dell'anno prossimo, potrà ospitare gratuitamente due candidati grazie ad una convenzione stipulata con la Regione Toscana.
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