26 set 2018

RESTAURO CASSONE VITTORIO SGARBI




RESTAURO DI UN CASSONE INTARSIATO DI VITTORIO SGARBI

In trentanni di carriera da Artigiano restauratore di mobili antichi, non mi era mai capitato di restaurare, nella mia bottega, oggetti così importanti.
La prima visita di Sgarbi nella mia bottega
Il periodo riguardante il restauro dei mobili, non è felice, non c'è un interesse, come negli anni passati, di arredare le abitazioni con mobili antichi. Francamente me ne sono reso conto da alcuni anni, di questa ripida discesa per l'interesse di questo tipo di arredamento. Infatti il lavoro e scemato drasticamente negli ultimi anni.
Non so di preciso perchè il noto Professore e critico d'arte a scelto me per restaurare il suo pregevole cassone, intarsiato alla maniera certosina del quattrocento.
Il Sindaco di Anghiari, Polcri  e Sgarbi 
Sicuramente la storia che lega il restauro del mobile a questo ultimo spicchio di terra toscana, viene da un commercio fiorente degli anni passati, dove passavano, ai suoi tempi d'oro, registi, attrici famose e persone facoltose che acquistavano mobili antichi nelle gallerie di antiquariato del mio paese, Anghiari.
Io sono figlio di una serie di combinazioni, forse meglio dire di un percorso formativo, che deriva come prima cosa di essere portato alla messa in opera delle arti decorative, disegno, scultura, geometria, sono sempre state dall'adolescenza la mia passione, oltre che alla musica.
il professore mi ha potuto dare delle sue osservazioni a riguardo su una cassapanca del quattrocento in restauro nella mia bottega,   
Un trascorso scolastico presso l'allora Istituto d'Arte locale, specializzato e unico in Italia sul restauro del mobile antico e rubando qua e la, segreti di bottega dagli artigiani locali in special modo da mio Zio gnaso e infine dal frutto di collaborazioni con artigiani fuori del mio comprensorio, dove ho potuto esercitare restauri in altre regioni italiane.
Ho potuto far vedere anche il mio studiolo intarsiato in costruzione 
Comunque dopo aver fatto questa piccola premessa, ritornando ai giorni nostri, con grande soddisfazione personale, mi è capitato due anni fa il Prof. Vittorio Sgarbi nella mia bottega accompagnato e invitato da un suo amico antiquario di Ferrara che mi aveva scoperto nei mesi passati. 


Chiaramente il Professore è stato accolto in quell'occasione dal primo cittadino del mio paese e fatto visita al centro di Anghiari. 

il Cassone del Prof.Sgarbi al momento della consegna

Già dall'ora mi disse, che doveva restaurare un cassone intarsiato e me lo avrebbe affidato.
Il momento è venuto e già passato, visto che in questa estate abbastanza calda lo restaurato e riconsegnato. 
Documento con qualche foto il restauro del cassone e la gradita presenza del Professore nella mia bottega. 

coperchio prima del restauro



Fianco e intarsio interno del cassone prima del restauro


fianco dopo il restauro

coperchio a fine restauro
 
fronte a fine interventi di restauro








21 set 2018

restauro mobile boulle

RESTAURO IN CORSO DI UN MOBILE BOULLE
BOTTEGA SCUOLA  DI RESTAURO MASTRO SANTI DEL SERE
ANGHIARI AREZZO

Di rado capita di restaurare una riproduzione di  mobile fine 1800 o inizio del 1900, che si rifà alla tecnica Boulle. Di questi mobili ne sono stati fatti molti in Francia nel periodo sopracitato e si trovano in moltissimi casi in pessime condizioni di conservazione. 
La fortuna di questo tipo di mobili è se non sono mai stai restaurati a ripristinare senza grandi difficoltà la loro bellezza originaria. Ma se  sono stati restaurati da "artigiani " incapaci, ci si ritrova a rimediare con difficoltà alle manipolazioni subite, per essere gentili.
Fronte prima dell'intervento di restauro
Questo mobile che sto restaurando è stato veramente dilaniato da incollature fatte alla peggio, eccessive abrasioni con carta-vetro dell'ottone riducendolo  a neanche un decimo di millimetro di spessore, finte bulinature disegnate a china, insomma di tutto e di più.
Rimane comunque la soddisfazione di rimediare nel limite del possibile a queste manipolazioni non felici.
stato di conservazione
Questo tipo di mobili visto nel complesso risultano soddisfacenti a occhio inesperto e solo osservandoli o fotografandoli a luce radente si possono  capire le varie difficoltà che andremo a incontrare durante gli interventi, che serviranno anche per fare una valutazione del danno che hanno subito o del loro stato di conservazione.

stato di conservazione


come si presentava lo sportello centrale prima dell'intervento di restauro

 DOCUMENTAZIONE DOPO GLI INTERVENTI DI RESTAURO





23 feb 2018

accademia dei mestieri d'arte




MASTRO SANTI DEL SERE
MAESTRO ARTIGIANO E BOTTEGA SCUOLA 
RICONOSCIUTO DALLA REGIONE TOSCANA

riflessioni e proposte sull'artigianato d'arte che sta scomparendo.



ACCADEMIA DEI MESTIERI D'ARTE


In questo periodo storico ci si sta rendendo conto che si stanno perdendo molti mestieri tradizionali, che hanno dato e creato lavoro per molti artigiani nel settore dell’artigianato artistico e del restauro e tramandato cultura e del saper fare artigiano. Chi teneva in vita fino a pochi decenni fa queste conoscenze erano gli Istituti d’Arte, da dove molti degli odierni artigiani si sono diplomati. Forse non era il caso di farli finire, sicuramente avevano bisogno di essere rinnovati nel piano didattico, aggiungendo materie che adesso in un mercato globale e complesso potevano dare agli studenti una formazione adeguata.
Altra “presunzione” è che gli Istituti d’Arte adesso rinnovati come Licei Artistici non devono insegnare il mestiere ma devono preparare ed educare il ragazzo costruendogli delle nozioni di base e metodi che gli serviranno per un percorso superiore. Uno sbaglio è pretendere che un Liceo Artistico possa creare una figura di artigiano. Se vogliamo essere obbiettivi basta pensare che in queste scuole si fanno sette ore di laboratorio alla settimana, cosa che in una bottega artigiana se ne fanno otto ore in un giorno ordinarie, ma sono molte di più, un artigiano che ama il suo lavoro, lavora continuamente .
Quindi non è possibile e presuntuoso che dopo la fine del percorso scolastico possa essere pronto ad aprir bottega un allievo dopo la maturità .
lezioni impartite da Santi Del Sere “Mastro Santi Del Sere” per ore 30 progetto POF sul “Restauro” per gli alunni delle classi IV°e V°della sede del Liceo Artistico di Anghiari.

Inoltre i tempi di maturazione dei ragazzi non è più come a quarant'anni fa, questo è dovuto anche allo studio di materie indispensabili come la lingua straniera, l’informatica, la filosofia, che è indispensabile per un ragazzo che vuole diventare un giorno restauratore o praticare un manufatto artistico.
Altro esempio legato alla formazione manuale, nei Licei artistici che un poco ricalcano i vecchi Istituti d’Arte nei primi due anni scolastici si danno  delle nozioni dedicate alla pratica dove il ragazzo successivamente prenderà il suo indirizzo. Per fare un esempio concreto, nei licei artistici si fanno delle esercitazioni di modellazione con argilla, un ragazzo di quindici-sedici anni apprende i primi rudimenti di questa pratica ma è negli anni successivi che si comincia a vedere il prodotto degli insegnamenti, peccato che questo percorso finisce dopo i primi due anni.
Queste considerazioni mi fanno pensare a un ragazzo che ha attitudine ha questo tipo di orientamento Artistico, chi gli da le nozioni per apprendere veramente e concretamente il mestiere?
Non è compito, come molti genitori credono o si aspettano, che i Licei Artistici, diano una sensibilità un inizio ad un futuro artigiano del settore artistico, come o fatto sopra degli esempi, mancano le competenze, ce troppo distacco tra le botteghe artigiane e la scuola. Per fare un esempio quando frequentavo la scuola d'arte, negli anni settanta, già si sentiva il distacco tra queste due realtà.
Adesso i professori specialmente quelli che ti devono insegnare le arti applicate sono architetti o che hanno un acquisito un dottorato, ma non conoscono la materia pratica che dovranno insegnare, è il risultato delle graduatorie per l'insegnamento.
Quale potrebbe essere il rimedio a questa carenze; dovremo aiutare, promuovere e dare la possibilità di trasmettere il mestiere alle nuove generazioni alle botteghe riconosciute, sicuramente sarebbe un investimento da parte dello Stato per tenere in vita e creare nuovi professionisti di alto artigianato.
Lezioni durante il Percorso Formativo bottega-scuola Mastro Santi Del Sere/ Santi Del Sere formazione - PON 

Perché, non si da l'opportunità, dopo un percorso Liceale artistico, ai ragazzi di frequentare un cammino di un piano superiore triennale, come si fa per le lauree brevi creando della Accademie del Mestiere nel territorio nazionale per le specifiche del territorio con dei progetti pilota con dei percorsi formativi, che non vadano in conflitto con i piani scolastici liceali per insegnare il mestiere a giovani post diploma promettenti, sfruttando i locali dei Licei artistici esistenti.
 Bisogna rendersi conto che il nuovo artigiano rivolto ad un mercato di eccellenza, deve avere una formazione avanzata, che deve tener presente: cultura, nuove tecnologie, strategie di mercato, sicurezza nei luoghi di lavoro e la conoscenza della lingua straniera, , oltre alle capacità individuali, può creare l' Artigiano del futuro, che a suo tempo ritrasmetterà il mestiere, con nuove soluzioni che il tempo futuro gli darà.
Il problema più importante per l’attuazione dei progetti riguardano sempre le risorse, l’idea della Accademia dei mestieri non deve essere vista come una scuola professionale, che deve servire per creare operai o artigiani di servizi nei vari campi, si deve pensare che una accademia dei mestieri dovrebbe ricalcare la scuola bottega come ce ne sono tante nel territorio nazionale private per fare un esempio nel campo, che va adesso tanto di moda delle graphic novel si paga una retta in questi tipi di scuole.

Fasi della realizzazione di uno studiolo intarsiato

Oltre alle varie discipline legate alla lavorazione del legno, un’altra branchia importante è la sua conservazione, il settore del restauro inerente agli arredi lignei.
 Adesso in questo momento è indispensabile visto la nuova legislatura che prevede il riconoscimento di collaboratore restauratore per essere accreditato ai Beni Culturali che per ottenerlo privatamente costa una notevole cifra.
Oppure se si vuole intraprendere la carriera della lavorazione del legno più generale, creando degli stage estivi, tipo college, nel momento di pausa scolastica, per stranieri o persone che si vogliono riconvertire nel lavoro o soggetti che vogliono apprendere le varie discipline della lavorazione del legno e del restauro del mobile antico; collegare imprese artigiane strutturate per fare prototipi e ricerca; rispolverare e rivisitare  le vecchie tecniche decorative. I vecchi mestieri legati alla nostra cultura possono essere una risorsa. I vecchi mestieri possono essere intesi in due modi. Uno tradizionale: produrre pezzi unici e ricercati, l’altro è la rivisitazione e messa in pratica con le nuove tecnologie, ad esempio la lavorazione a controllo numerico e a fonte al laser o la modellazione tridimensionale a distanza con le nuove stampanti 3d. Tutte queste premesse devono essere prese in considerazione per un  percorso formativo efficiente, concreto ed adeguato per i futuri mercati che saranno sempre più globalizzati e che dovranno costruire in maniera efficace e incisiva la nuova figura professionale artigiana.
 Questi momenti di formazione potrebbero servire in maniera concreta ad immettere probabili collaboratori in azienda e opportunità per gli allievi più capaci di aprire un loro laboratorio.
Altri Obiettivi:
Da Anni si stanno verificando esodi dalle piccole realtà locali per le grandi città non solo italiane, perché non sfruttare i piccoli borghi dove ci sono queste scuole attrezzate che stanno morendo e renderle vive con la permanenza di stagisti, che creerebbero un interessante movimento economico.
 la promozione del territorio ricco di antiquariato e della pratica inerente al restauro di arredi lignei riconosciuta storicamente

L’unica cosa che occorre è la promozione, oltre all'avallo degli Enti e Associazioni. Abbiamo Università importanti che potrebbero essere coinvolte non solo per allievi italiani. Infatti potrebbero far da tramite nei confronti di un’utenza europea ed extra europea. Gli strumenti la Regione Toscana ce li ha per portare avanti questa idea che farebbe rifiorire e non perdere definitivamente un tesoro inestimabile.

Anghiari 18 febbraio 2018

Porta voce restauratori CNA
Arezzo
Santi Del Sere

12 nov 2017

corsi gratuiti bottega scuola mastro santi Regione Toscana



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MASTRO SANTI DEL SERE
VIA NOVA,8 CAP 52031 ANGHIARI (AR)
TEL.0575.789869 - mobile 333.4709726
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La mia Bottega scuola nei primi mesi dell'anno prossimo, potrà ospitare gratuitamente due candidati grazie ad una convenzione stipulata con la Regione Toscana.
In calce ci sono tutte le informazioni per candidarsi hai corsi di formazione




16 ott 2017

MOBILI RICICLO CREATIVO



MASTRO SANTI DEL SERE
MAESTRO ARTIGIANO BOTTEGA SCUOLA TOSCANA

RICICLO e RESTAURO CREATIVO

nuovo aspetto dell'armadio del 800
È da un po di anni che c'è la tendenza di recuperare oggetti desueti fuori moda oppure rinvenuti dalle discariche, effetto di un consumismo dilagante, ritornare ad un prodotto eco sostenibile che rispetti l'etica , l'estetica e l'ambiente saranno le battaglie future che si dovranno misurare i mercati. L'operazione a cui ho sottoposto degli oggetti che venivano buttati o lasciati da una parte, consiste in modo improprio di un restauro creativo, che vuole dire l'opposto del restauro conservativo. 

armadio della nonna fine 800

Come restauratore di mobili sapevo benissimo come si dovevano restaurare queste sedie o questo armadio della nonna, alle sedie mancavano completamente le spalliere, all'armadio mi piaceva dargli un po di personalità. 
Ricostruire fedelmente la sua forma originale non era un problema, ma perché non dargli una personalizzazione facendoli diventare un pezzo unico? spero che questi manufatti siano contenti della loro nuova veste.







Un   vecchio amico restauratore di mobili Loris, dopo aver cessato la sua attività,  mi ha regalato queste sedie senza spalliera c'ho voluto inserire un intaglio dorato, visto la mia prima attività che era quella della pratica dell'intagliatore.


spalliera foglia oro




















Ora che ci penso, ne ho altre in bottega di sedie che sono o senza gambe o mancano come in questo caso di spalliera, mi sa proprio che farò la stessa cosa con le orfanelle..



Per finire questa carrellata di oggetti "recuperati" visto che avevo delle vecchie mungitoie di quercia ne ho voluto ricavare altri oggetti un stele che raffigura la scalata al paradiso e un trono.





11 ott 2017

riflessioni sull'artigianato scomparso

MAESTRO ARTIGIANO BOTTEGA SCUOLA
ANGHIARI (AR)
TOSCANA 
ITALIA

ESTATE 2017
Riflessioni sull'Artigianato che scompare

Per le vacanze scelgo sempre la fine di agosto e l'inizio di settembre, e dopo un estate che è stata torrida, mi aspettavo un settembre che continuasse  la scia positiva del bel tempo. Così purtroppo non è stato, e dopo tre di giorni trascorsi nel bel Salento , con il camper, ci siamo diretti all'interno della Basilicata per poi approdare a Pompei e Napoli.
Venosa Basilicata mosaico "medusa"

Decidiamo di rivedere gli Scavi di Pompei, sotto un acqua incessante, ma ne vale la pena. Altre volte l'abbiamo vista invece sotto un sole e una temperatura infernale, così possiamo capire gli estremi.
Qui cominciano le mie riflessioni sui mestieri di artigianato artistico tradizionali che come un live motive dicono in molti spariscono . E' strano, ma vedendo nuvoli di turisti stranieri fermarsi ad ogni casa, recuperata o forse meglio dire riesumata dalla antica Pompei, vedendo opere musive affreschi e frammenti di statue, si sente ripetere dal turista,  la meraviglia e lo stupore di queste opere rinchiuse per la loro fortuna , sotto l'eruzione del vulcano. Pensare che in questo momento storico questo tipo di arredamento antico, che tanto ci affascina sembra estraneo alle nostre mode o correnti di abbellire le nostre abitazioni. 

Con questo non voglio dire di rifare o arredare le case in stile dell'antica Roma, ma almeno ci fosse un gusto meno rigido forse meglio dire minimalista rivolto anche al riciclo di oggetti in disuso o astrazioni artistiche alquanto a mio avviso molte volte incomprensibile.
Sono un artigiano che ama l'arte legata alla matematica, non a caso mi diletto all'arte dell'intarsio e vivo nella terra di Piero, Piero della Francesca si intende.
In questo percorso vacanziero passiamo a Capodimonte a Napoli, che visitai da ragazzo con la gita scolastica, mi ricordavo solo del prato davanti al museo dove mi sembra si mangiò un panino e la solita fotografia di gruppo.
flagellazione di Caravaggio


Il museo alla attuale vista della mia età più che matura  di oggi è una'altra cosa,  è splendido, il palazzo  attraversa un percorso sulle varie epoche classiche nei secoli, per concludere come  finale della visita classica, alla deposizione di Caravaggio. 

Svoltiamo stanza e ci ritroviamo negli ambienti dedicati alle istallazioni di  arte moderna. 







istallazione


Non commento il mio stupore verso queste opere, non le comprendo, sicuramente sono un ignorante incallito. Pensare che l'arte moderna la trovo affascinante,  solo per citarne alcuni sulle svariate tendenze artistiche; Peet Mondrian, Andy warrol , Marino Marini, Boccioni, Magritte, Chagal, Escher, per paradosso rimango più affascinato dalla pietà Rondanini, che al tondo Doni di Michelangelo, come mai non mi riesce di entrare in contatto con queste istallazioni... e qui ripiombo sul mio pensiero della presunta fine delle arti applicate.
metropolitana Napoli


Sicuramente in questo momento non ha più senso dipingere o scolpire in maniera accademica, ho visto quadri realizzati con secchiate di colore o pennellate a caso a me sembra, forse mi sbaglio, ma questa è la mia impressione, non sono un critico d'arte sono un umile artigiano che vede così le cose senza se e senza ma se il fine di queste innovazioni artistiche piacciono lo scopo dell'artista che le ha fatte a raggiunto il suo scopo, la provocazione far pensare o meravigliare i visitatori, penso che sia questo infine l'obbiettivo più alto per l'artista che le ha compiute, oppure è il mercato che le richiede, non vorrei essere cattivo ma da buon uomo che sta in un piccolo paese,  ha stretto contatto con la campagna penso che il mercato della speculazione è l'ultimo a decidere.



All'ora come si possono condividere e tener in vita le arti applicate? domanda da un milione di dollari... Sicuramente sta alle mode e alle committenze che investono  su queste discipline, sicuramente le riviste patinate e le grandi distribuzioni che ci propinano arredamenti funzionali, per le abitazioni che hanno spazi sempre più piccoli, non aiutano a promuovere questo tipo di abbellimento nelle nostre abitazioni, che in molti casi si ritiene superfluo.



Ma a parte l'arredamento di contornarsi di oggetti unici nelle nostre abitazioni, che sono per un mercato di nicchia, le grandi multinazionali distruggono i vecchi mestieri, per fare un esempio, molti si domandano perché sparisce il ciabattino, ma  perché la suola riparata costa più di una scarpa comprata nuova in un grande magazzino o nelle e-commerce,  tutti facciamo i conti e paragoni con questa realtà, la grande distribuzione ci aiuta ma allo stesso tempo ci toglie la bellezza, questo è il prezzo che dobbiamo pagare.


progetto parete intarsiata per uno studiolo Mastro Santi Del Sere
La via da perseguire in questo momento è far comprendere il lavoro che sta dietro alla creazione di un oggetto di artigianato, il famoso storytelling, molte persone fanno di tutta un erba un fascio, non conoscono ne i processi produttivi ne la storia che lega la nascita di un oggetto sia di stampo tradizionale o d'innovazione.
Altra considerazione sta nella creatività che è legata alla cultura e al disegno per creare oggetti nuovi, innovativi, di alto artigianato e alla conoscenza dell'applicazione dei nuovi macchinari  tecnologici, che per molti artigiani tradizionali restano un tabù.
Altro punto dolente per le piccole realtà artigiane è dare la possibilità di partecipare a mostre importanti, che  non è possibile per costi onerosi per una piccola bottega artigiana, solamente ditte artigiane strutturate che fanno una produzione consistente, che hanno dei dipendenti, che operano per lui. Il titolare passa più tempo a fare l'imprenditore che al tavolo di lavoro, un altro motivo della perdita delle capacità da tramandare.
Quindi è il commercio  ha una componete primaria per  tenere in vita il lavoro artigianale tradizionale. 



Si stanno verificando delle divaricazioni, un  tipo di artigianato ricercato, che non comprende prodotti seriali, che può essere sostenuto da micro imprese, qualificate che può tramandare il mestiere ed avere un ruolo importante per l'artigianato artistico.
Dovremo aiutare, promuovere e  dare la possibilità di trasmettere il mestiere alle nuove generazioni a queste botteghe riconosciute, sarebbe sicuramente un investimento da parte dello Stato per tenere in vita e creare nuovi professionisti di alto artigianato.
Perchè, non si da l'opportunità, dopo un percorso Liceale artistico, visto che sono stati debellati con la riforma scolastica i gloriosi Istituti D'Arte, ai ragazzi di frequentare un cammino di un piano superiore triennale, come si fa per le lauree brevi con dei percorsi formativi per insegnare il mestiere a giovani promettenti, sfruttando i locali dei Licei artistici esistenti.
Bisogna rendersi conto che il nuovo artigiano rivolto ad un mercato di eccellenza, deve avere una formazione di base, che deve tener presente: cultura, nuove tecnologie, strategie di mercato, sicurezza nei luoghi di lavoro e la conoscenza della lingua straniera, solamente una "laurea" triennale dell'artigianato, oltre alle capacità individuali, può creare l' Artigiano futuro, che a suo tempo ritrasmetterà il mestiere, con nuove soluzioni che il tempo futuro gli darà.
Queste considerazioni vengono da una esperienza diretta, molti genitori credono o si aspettano, che  i Licei Artistici, diano una sensibilità un inizio ad un futuro artigiano del settore artistico, qui mancano a mio avviso le competenze ce troppo distacco tra le botteghe artigiane  e la scuola. Per fare un esempio quando frequentavo la scuola d'arte negli anni settanta già si sentiva il distacco tra queste due realtà.
Adesso i professori specialmente quelli che ti devono insegnare le arti applicate sono architetti o che hanno un acquisito un dottorato, ma non conoscono la materia pratica che dovranno insegnare, è il risultato delle graduatorie per l'insegnamento.
Per ritornare al tema principale della perdita, dei mestieri tradizionali, il restauro potrebbe essere quella attività che necessita di operatori manualmente e mentalmente preparati per operare un restauro, sia conservativo o estetico, ma anche qui in questo momento storico ci sono grosse incongruenze di pensiero.

In questo momento prevale la conservazione più ortodossa sia nell'ambito dei beni culturali e nel settore privato, siamo l'opposto della cultura oltralpe, che privilegia il mantenimento dell'oggetto compreso la sua ricostruzione. La nostra filosofia si basa sulla vita di un manufatto che deve avere un inizio e una inevitabile fine, ma mi domando come mai perché la pietà di Michelangelo, deturpata dal fatto vandalico non è stata lasciata con il naso rotto? eppure è stato un passaggio storico che ha segnato l'opera.


Restauro 2017 finestra con colonnini in pietra serena Mastro Santi Del Sere


Conservare in maniera dogmatica un opera forse nasconde anche la perdita di competenze manuali da parte dei restauratori dal camice bianco, che si diplomano alle Scuole Ufficiali Italiane di Restauro, tutti dottori ma il lavoro poi alla fine va conosciuto e fatto da persone esperte manualmente, non vuol dire che non hanno la testa attaccata al corpo o non hanno una formazione culturale adeguata, forse la pecca di questi artigiani restauratori è che non lavorano in giacca e cravatta. Il pericolo di questa china, purtroppo tutta italiana è di ritrovarsi i soliti accostati o persone piene di se a ricoprire ruoli importanti sia per quanto riguarda il restauro e l'insegnamento.


Sicuramente il restauro può essere quella pratica che può tramandare il saper fare, della cultura artigiana, anche facendo dei falsi e come diceva:


Citazione tratta dal libro di ICILIO FEDERICO JONI "LE MEMORIE DI UN PITTORE DI QUADRI ANTICHI,"

e mi par di udire qualcuno dei tanti arricchiti antiquari, dire: Non antichi, falsi! No, cari signori, i falsi li fanno coloro 'che fabbricano i biglietti di banca, perché si servono della stampa, oppure coloro che fabbricano le monete perché si servono di uno stozzo. Un artista che crea un'opera d'arte originale, pure imitando la maniera di un antico maestro, non fa un falso, ma tutt'al più una imitazione, e crea un'opera d'arte lui stesso. E se poi fa un'opera che, pur rispecchiando il carattere del XIV o XV secolo, non segue la maniera di nessun maestro, allora non è nemmeno una imitazione, ma una creazione vera e propria. Ma qualche Catone arricchito arriccierà il naso a queste mie giustificazioni e le giudicherà assurde.
Se alcuni di costoro ricordassero l'inizio della loro carriera!...
Altro che quadri falsi!...
I.F.J




In questi giorni ci sono le giornate del FAI non sarebbe male far riscoprire le botteghe artigiane  la loro storia e prodotti unici, sicuramente una iniziativa come questa potrebbe aiutare l'artigianato Artistico tradizionale e aggiungerei innovativo, che custodiamo con memoria nelle nostre botteghe


visita programmata di camperisti nella mia bottega





Queste mie piccole riflessioni sulla perdita dei mestieri per adesso finiscono qui sperando, che si risvegli un giorno, spero prossimo, la riscoperta del saper fare e della cultura artigianale che ci ha contraddistinto nei secoli la nostra creatività della nostra terra.


Santi Del Sere

28 giu 2017

Parigi al Palio della Vittoria di Anghiari


Una bellissima mostra   in un Palazzo straordinario


In occasione del Palio della Vittoria di Anghiari il Palazzo Pretorio sede del Comune di Anghiari dall'edizione 2016, si è  iniziata con gli elaborati di Mastro Santi, una serie di mostre, che si susseguiranno nelle edizioni a venire sul tema e sull'epoca della battaglia di Anghiari.
Quest'anno la mostra è stata dedicata agli abiti rinascimentali di Franco Parigi nota  Sartoria che ha cucito abiti per le più importanti rievocazioni storiche non solo della Toscana.

La mostra sarà possibile visitarla fino al 2 luglio 2017


cartellone
foto della mostra


abito nero a destra copia filologica dell'abito con cui fu tumulato Cosimo primo de Medici
Caterina de Medici