11 ott 2017

riflessioni sull'artigianato scomparso

MAESTRO ARTIGIANO BOTTEGA SCUOLA
ANGHIARI (AR)
TOSCANA 
ITALIA

ESTATE 2017
Riflessioni sull'Artigianato che scompare

Per le vacanze scelgo sempre la fine di agosto e l'inizio di settembre, e dopo un estate che è stata torrida, mi aspettavo un settembre che continuasse  la scia positiva del bel tempo. Così purtroppo non è stato, e dopo tre di giorni trascorsi nel bel Salento , con il camper, ci siamo diretti all'interno della Basilicata per poi approdare a Pompei e Napoli.
Venosa Basilicata mosaico "medusa"

Decidiamo di rivedere gli Scavi di Pompei, sotto un acqua incessante, ma ne vale la pena. Altre volte l'abbiamo vista invece sotto un sole e una temperatura infernale, così possiamo capire gli estremi.
Qui cominciano le mie riflessioni sui mestieri di artigianato artistico tradizionali che come un live motive dicono in molti spariscono . E' strano, ma vedendo nuvoli di turisti stranieri fermarsi ad ogni casa, recuperata o forse meglio dire riesumata dalla antica Pompei, vedendo opere musive affreschi e frammenti di statue, si sente ripetere dal turista,  la meraviglia e lo stupore di queste opere rinchiuse per la loro fortuna , sotto l'eruzione del vulcano. Pensare che in questo momento storico questo tipo di arredamento antico, che tanto ci affascina sembra estraneo alle nostre mode o correnti di abbellire le nostre abitazioni. 

Con questo non voglio dire di rifare o arredare le case in stile dell'antica Roma, ma almeno ci fosse un gusto meno rigido forse meglio dire minimalista rivolto anche al riciclo di oggetti in disuso o astrazioni artistiche alquanto a mio avviso molte volte incomprensibile.
Sono un artigiano che ama l'arte legata alla matematica, non a caso mi diletto all'arte dell'intarsio e vivo nella terra di Piero, Piero della Francesca si intende.
In questo percorso vacanziero passiamo a Capodimonte a Napoli, che visitai da ragazzo con la gita scolastica, mi ricordavo solo del prato davanti al museo dove mi sembra si mangiò un panino e la solita fotografia di gruppo.
flagellazione di Caravaggio


Il museo alla attuale vista della mia età più che matura  di oggi è una'altra cosa,  è splendido, il palazzo  attraversa un percorso sulle varie epoche classiche nei secoli, per concludere come  finale della visita classica, alla deposizione di Caravaggio. 

Svoltiamo stanza e ci ritroviamo negli ambienti dedicati alle istallazioni di  arte moderna. 







istallazione


Non commento il mio stupore verso queste opere, non le comprendo, sicuramente sono un ignorante incallito. Pensare che l'arte moderna la trovo affascinante,  solo per citarne alcuni sulle svariate tendenze artistiche; Peet Mondrian, Andy warrol , Marino Marini, Boccioni, Magritte, Chagal, Escher, per paradosso rimango più affascinato dalla pietà Rondanini, che al tondo Doni di Michelangelo, come mai non mi riesce di entrare in contatto con queste istallazioni... e qui ripiombo sul mio pensiero della presunta fine delle arti applicate.
metropolitana Napoli


Sicuramente in questo momento non ha più senso dipingere o scolpire in maniera accademica, ho visto quadri realizzati con secchiate di colore o pennellate a caso a me sembra, forse mi sbaglio, ma questa è la mia impressione, non sono un critico d'arte sono un umile artigiano che vede così le cose senza se e senza ma se il fine di queste innovazioni artistiche piacciono lo scopo dell'artista che le ha fatte a raggiunto il suo scopo, la provocazione far pensare o meravigliare i visitatori, penso che sia questo infine l'obbiettivo più alto per l'artista che le ha compiute, oppure è il mercato che le richiede, non vorrei essere cattivo ma da buon uomo che sta in un piccolo paese,  ha stretto contatto con la campagna penso che il mercato della speculazione è l'ultimo a decidere.



All'ora come si possono condividere e tener in vita le arti applicate? domanda da un milione di dollari... Sicuramente sta alle mode e alle committenze che investono  su queste discipline, sicuramente le riviste patinate e le grandi distribuzioni che ci propinano arredamenti funzionali, per le abitazioni che hanno spazi sempre più piccoli, non aiutano a promuovere questo tipo di abbellimento nelle nostre abitazioni, che in molti casi si ritiene superfluo.



Ma a parte l'arredamento di contornarsi di oggetti unici nelle nostre abitazioni, che sono per un mercato di nicchia, le grandi multinazionali distruggono i vecchi mestieri, per fare un esempio, molti si domandano perché sparisce il ciabattino, ma  perché la suola riparata costa più di una scarpa comprata nuova in un grande magazzino o nelle e-commerce,  tutti facciamo i conti e paragoni con questa realtà, la grande distribuzione ci aiuta ma allo stesso tempo ci toglie la bellezza, questo è il prezzo che dobbiamo pagare.


progetto parete intarsiata per uno studiolo Mastro Santi Del Sere
La via da perseguire in questo momento è far comprendere il lavoro che sta dietro alla creazione di un oggetto di artigianato, il famoso storytelling, molte persone fanno di tutta un erba un fascio, non conoscono ne i processi produttivi ne la storia che lega la nascita di un oggetto sia di stampo tradizionale o d'innovazione.
Altra considerazione sta nella creatività che è legata alla cultura e al disegno per creare oggetti nuovi, innovativi, di alto artigianato e alla conoscenza dell'applicazione dei nuovi macchinari  tecnologici, che per molti artigiani tradizionali restano un tabù.
Altro punto dolente per le piccole realtà artigiane è dare la possibilità di partecipare a mostre importanti, che  non è possibile per costi onerosi per una piccola bottega artigiana, solamente ditte artigiane strutturate che fanno una produzione consistente, che hanno dei dipendenti, che operano per lui. Il titolare passa più tempo a fare l'imprenditore che al tavolo di lavoro, un altro motivo della perdita delle capacità da tramandare.
Quindi è il commercio  ha una componete primaria per  tenere in vita il lavoro artigianale tradizionale. 



Si stanno verificando delle divaricazioni, un  tipo di artigianato ricercato, che non comprende prodotti seriali, che può essere sostenuto da micro imprese, qualificate che può tramandare il mestiere ed avere un ruolo importante per l'artigianato artistico.
Dovremo aiutare, promuovere e  dare la possibilità di trasmettere il mestiere alle nuove generazioni a queste botteghe riconosciute, sarebbe sicuramente un investimento da parte dello Stato per tenere in vita e creare nuovi professionisti di alto artigianato.
Perchè, non si da l'opportunità, dopo un percorso Liceale artistico, visto che sono stati debellati con la riforma scolastica i gloriosi Istituti D'Arte, ai ragazzi di frequentare un cammino di un piano superiore triennale, come si fa per le lauree brevi con dei percorsi formativi per insegnare il mestiere a giovani promettenti, sfruttando i locali dei Licei artistici esistenti.
Bisogna rendersi conto che il nuovo artigiano rivolto ad un mercato di eccellenza, deve avere una formazione di base, che deve tener presente: cultura, nuove tecnologie, strategie di mercato, sicurezza nei luoghi di lavoro e la conoscenza della lingua straniera, solamente una "laurea" triennale dell'artigianato, oltre alle capacità individuali, può creare l' Artigiano futuro, che a suo tempo ritrasmetterà il mestiere, con nuove soluzioni che il tempo futuro gli darà.
Queste considerazioni vengono da una esperienza diretta, molti genitori credono o si aspettano, che  i Licei Artistici, diano una sensibilità un inizio ad un futuro artigiano del settore artistico, qui mancano a mio avviso le competenze ce troppo distacco tra le botteghe artigiane  e la scuola. Per fare un esempio quando frequentavo la scuola d'arte negli anni settanta già si sentiva il distacco tra queste due realtà.
Adesso i professori specialmente quelli che ti devono insegnare le arti applicate sono architetti o che hanno un acquisito un dottorato, ma non conoscono la materia pratica che dovranno insegnare, è il risultato delle graduatorie per l'insegnamento.
Per ritornare al tema principale della perdita, dei mestieri tradizionali, il restauro potrebbe essere quella attività che necessita di operatori manualmente e mentalmente preparati per operare un restauro, sia conservativo o estetico, ma anche qui in questo momento storico ci sono grosse incongruenze di pensiero.

In questo momento prevale la conservazione più ortodossa sia nell'ambito dei beni culturali e nel settore privato, siamo l'opposto della cultura oltralpe, che privilegia il mantenimento dell'oggetto compreso la sua ricostruzione. La nostra filosofia si basa sulla vita di un manufatto che deve avere un inizio e una inevitabile fine, ma mi domando come mai perché la pietà di Michelangelo, deturpata dal fatto vandalico non è stata lasciata con il naso rotto? eppure è stato un passaggio storico che ha segnato l'opera.


Restauro 2017 finestra con colonnini in pietra serena Mastro Santi Del Sere


Conservare in maniera dogmatica un opera forse nasconde anche la perdita di competenze manuali da parte dei restauratori dal camice bianco, che si diplomano alle Scuole Ufficiali Italiane di Restauro, tutti dottori ma il lavoro poi alla fine va conosciuto e fatto da persone esperte manualmente, non vuol dire che non hanno la testa attaccata al corpo o non hanno una formazione culturale adeguata, forse la pecca di questi artigiani restauratori è che non lavorano in giacca e cravatta. Il pericolo di questa china, purtroppo tutta italiana è di ritrovarsi i soliti accostati o persone piene di se a ricoprire ruoli importanti sia per quanto riguarda il restauro e l'insegnamento.


Sicuramente il restauro può essere quella pratica che può tramandare il saper fare, della cultura artigiana, anche facendo dei falsi e come diceva:


Citazione tratta dal libro di ICILIO FEDERICO JONI "LE MEMORIE DI UN PITTORE DI QUADRI ANTICHI,"

e mi par di udire qualcuno dei tanti arricchiti antiquari, dire: Non antichi, falsi! No, cari signori, i falsi li fanno coloro 'che fabbricano i biglietti di banca, perché si servono della stampa, oppure coloro che fabbricano le monete perché si servono di uno stozzo. Un artista che crea un'opera d'arte originale, pure imitando la maniera di un antico maestro, non fa un falso, ma tutt'al più una imitazione, e crea un'opera d'arte lui stesso. E se poi fa un'opera che, pur rispecchiando il carattere del XIV o XV secolo, non segue la maniera di nessun maestro, allora non è nemmeno una imitazione, ma una creazione vera e propria. Ma qualche Catone arricchito arriccierà il naso a queste mie giustificazioni e le giudicherà assurde.
Se alcuni di costoro ricordassero l'inizio della loro carriera!...
Altro che quadri falsi!...
I.F.J




In questi giorni ci sono le giornate del FAI non sarebbe male far riscoprire le botteghe artigiane  la loro storia e prodotti unici, sicuramente una iniziativa come questa potrebbe aiutare l'artigianato Artistico tradizionale e aggiungerei innovativo, che custodiamo con memoria nelle nostre botteghe


visita programmata di camperisti nella mia bottega





Queste mie piccole riflessioni sulla perdita dei mestieri per adesso finiscono qui sperando, che si risvegli un giorno, spero prossimo, la riscoperta del saper fare e della cultura artigianale che ci ha contraddistinto nei secoli la nostra creatività della nostra terra.


Santi Del Sere

Nessun commento:

Posta un commento