2 nov 2019

Maestro Artigiano: Qualifica di restauratore bottega scuola

Maestro Artigiano: Qualifica di restauratore bottega scuola: http://www.mastrosanti.com/ MASTRO SANTI DEL SERE BOTTEGA SCUOLA  IN ANGHIARI (AR) TOSCANA Nell'ambito della mostra del ...

Qualifica di restauratore bottega scuola



MASTRO SANTI DEL SERE BOTTEGA SCUOLA 
IN ANGHIARI (AR) TOSCANA



Nell'ambito della mostra del restauro di Ferrara, si è tenuto una conferenza a riguardo della qualifica di restauratore. 
La cosa che mi ha colpito di più, come Artigiano da anni nel campo della formazione, e successivamente essere riconosciuto, dalla Commissione della Regione Toscana Bottega Scuola,  riguardante le discipline legate alla lavorazione del legno e alla sua conservazione, non avendo voluto  presentare domanda, per essere inserito nella lista dei collaboratori restauratori, non mi interessava entrare in questo elenco per partecipare ad appalti o interventi commissionate dalle Soprintendenze ed Enti . 
Colpa mia di aver sottovalutato la domanda di qualifica, non credevo mai che comportasse l'esclusione da un possibile insegnamento sul restauro da parte di una Bottega Scuola riconosciuta proprio su questo settore.
Ho capito una cosa che questo bellissimo paese ha bisogno dell'aggiunta del solito foglietto di carta.
Dopo il mio intervento, che ha riguardato diverse sfaccettature, sull'artigianato mi è stato risposto che il Restauro e  equiparato ad un percorso di laurea e riconoscimento di dottorato, e dalle risposte datemi mi è parso che l'artigianato è quella sottospecie di persone che operano manualmente. Mi ero scordato che a suo tempo nel periodo Rinascimentale, ci fu la  separazione tra arti maggiori e minori e quindi la nascita delle Accademie, distruggendo definitivamente le botteghe fiorentine, che formarono i più grandi artisti, rinascimentali.
cofanetto certosino, bottega degli embriachi,
 prima degli interventi di restauro estetico

Bisogna essere obiettivi, i restauratori devono avere una adeguata formazione, quindi una qualifica era indispensabile. L'unica mia riflessione riguarda le capacità artigianali che vengono messe in secondo piano. Per fare un esempio i nuovi restauratori che si qualificheranno, dopo un lungo tirocinio di almeno tre anni, dove al futuro operatore gli vengono somministrate lezioni molto teoriche, che spaziano su vari campi, per citarne alcune:dalla legislatura alle diagnosi, al disegno storia dell'arte e nozioni di  pratica, tutte materie importanti e indispensabili. 
L'unica cosa che non torna a mio avviso, riguarda la formazione di bottega propria dei maestri artigiani restauratori.

cofanetto certosino, bottega degli embriachi,
dopo  il restauro estetico
La mia perplessità deriva da lontano dalla mia esperienza che ho avuto la fortuna di insegnare, quando ho insegnato a 27 anni, come docente dell'arte dell'intarsio, nella allora scuola d'Arte, di Anghiari, unica in Italia sul restauro del mobile antico, mi accorsi, che c'era già a quel tempo una scollatura tra scuola e botteghe artigiane, per tramandare le nozioni "manuali".
Anche la scuola ha osservato il percorso per i futuri docenti di laboratorio di essere laureati per insegnare, quindi l'artigianato si è trovato ad essere tagliato fuori, da questo settore.
Pensare che se ho imparato qualcosa l'ho imparata da vecchi artigiani, ma questo e solo un importante appunto.
Sicuramente è giusto avere una formazione, più elevata per quanto riguarda un artigiano, ma allo stesso tempo rilega l'artigianato come una pratica senza testa, in secondo piano.
 Quindi nel corso del tempo, si sta verificando, come avevo intuito tanto tempo fa, e da me, messo in evidenza nei tavoli di lavoro in varie occasioni su incontri su questo tema, che gli insegnanti laureati non venendo da una bottega artigiana non conoscono le varie discipline artistiche . 
A mio avviso, anche il restauro subirà questo declino, con l'inevitabile perdita del saper fare e dei mestieri , che sono indispensabili per mantenere in vita e tramandare le arti applicate.
Chi insegnerà a modellare, ad intagliare o a intarsiare il legno o a far conoscere le varie discipline e tecniche, che serviranno per restaurare un oggetto antico?
Si verificherà che anche il restauro si dividerà in due branchie, una conservazione di un oggetto che rispetterà le regole della carta del restauro e un'altra rivolta al mercato, che privilegerà un restauro estetico  mimetico, o forse meglio dire che si sta già verificando.

Contatti e Informazioni                                                     I Corsi nella mia Bottega Scuola 

 credenziali

3 ago 2019

Maestro Artigiano: restauro pastiglia di una cassetta ferrarese XIV° ...

restauro pastiglia di una cassetta ferrarese XIV° sec


MASTRO SANTI DEL SERE
BOTTEGA SCUOLA



Quando da ragazzo frequentavo la Scuola, d'Arte, del mio paese di Anghiari, il laboratorio che mi interessava di più  era quello dell'intaglio del legno. 
Il programma, che si doveva fare durante tutto l'anno scolastico comprendeva di conoscere tutte le discipline inerenti alla lavorazione del legno e al suo restauro.
Con l'intaglio me la cavavo benino,  l'intarsio no mi piaceva e pensare che sono diventato intarsiatore, il restauro era affascinante, l'ebanisteria era vista erroneamente roba per falegnami. 
Invece, il laboratorio di laccatura e doratura, non solo per me, ma per molti mie compagni maschietti, la ritenevano cose da femminucce, quindi poco frequentata. 
Visto le mie capacità inerenti alla modellazione, la professoressa di laccatura mi invitava spesso a partecipare alle sue lezioni, quindi sporadicamente mi toccava frequentare qualche ora nel laboratorio dedicato alla laccatura e doratura. 
Una cosa che mi è rimasta bene impressa era la preparazione della ammanitura che consiste nella preparazione del gesso insieme alla colla di coniglio per creare la base prima dell'indoratura. 
Durante le lezioni la Professoressa mi disse che, questo composto dopo essere usato molte volte, diventava molto duro, ed era usato anticamente per fare delle decorazioni in pastiglia.
Guarda il caso,  mi è capitato di restaurare oggetti in pastiglia, cofanetti ferraresi decorati con questa tecnica attribuibile alla 'Bottega dei Temi Morali e Amorosi'.
 Meno male che, gli insegnamenti datomi dall'insegnante mi sono ritornati utili, per restaurare il prezioso manufatto, quanto è importante la formazione.
Prima di mettere mano al restauro ho rispolverato questa tecnica dai miei ricordi scolastici; ho fatto diverse prove e sono riuscito a trovare il giusto equilibrio degli elementi. 
Dopo la buona riuscita del restauro e delle reintegrazioni, ho riedito, con la filologia una copia di una cassetta ferrarese, uguale per dimensioni e decorazione.

Dopo questo mio piccolo ricordo, non mi rimane di ringraziare la Professoressa Lelia.

MASTRO SANTI DEL SERE

CORSI SULLE ARTI APPLICATE ALLA LAVORAZIONE E AL RESTAURO OGGETTI E ARREDI LIGNEI.

ANGHIARI
TOSCANA
AREZZO

corsitarsialegno.it

restauro pastiglia di una cassetta ferrarese XIV° sec


MASTRO SANTI DEL SERE
BOTTEGA SCUOLA



Quando da ragazzo frequentavo la Scuola, d'Arte, del mio paese di Anghiari, il laboratorio che mi interessava di più  era quello dell'intaglio del legno. 
Il programma, che si doveva fare durante tutto l'anno scolastico comprendeva di conoscere tutte le discipline inerenti alla lavorazione del legno e al suo restauro.
Con l'intaglio me la cavavo benino,  l'intarsio no mi piaceva e pensare che sono diventato intarsiatore, il restauro era affascinante, l'ebanisteria era vista erroneamente roba per falegnami. 
Invece, il laboratorio di laccatura e doratura, non solo per me, ma per molti mie compagni maschietti, la ritenevano cose da femminucce, quindi poco frequentata. 
Visto le mie capacità inerenti alla modellazione, la professoressa di laccatura mi invitava spesso a partecipare alle sue lezioni, quindi sporadicamente mi toccava frequentare qualche ora nel laboratorio dedicato alla laccatura e doratura. 
Una cosa che mi è rimasta bene impressa era la preparazione della ammanitura che consiste nella preparazione del gesso insieme alla colla di coniglio per creare la base prima dell'indoratura. 
Durante le lezioni la Professoressa mi disse che, questo composto dopo essere usato molte volte, diventava molto duro, ed era usato anticamente per fare delle decorazioni in pastiglia.
Guarda il caso,  mi è capitato di restaurare oggetti in pastiglia, cofanetti ferraresi decorati con questa tecnica attribuibile alla 'Bottega dei Temi Morali e Amorosi'.
 Meno male che, gli insegnamenti datomi dall'insegnante mi sono ritornati utili, per restaurare il prezioso manufatto, quanto è importante la formazione.
Prima di mettere mano al restauro ho rispolverato questa tecnica dai miei ricordi scolastici; ho fatto diverse prove e sono riuscito a trovare il giusto equilibrio degli elementi. 
Dopo la buona riuscita del restauro e delle reintegrazioni, ho riedito, con la filologia una copia di una cassetta ferrarese, uguale per dimensioni e decorazione.

Dopo questo mio piccolo ricordo, non mi rimane di ringraziare la Professoressa Lelia.

MASTRO SANTI DEL SERE

CORSI SULLE ARTI APPLICATE ALLA LAVORAZIONE E AL RESTAURO OGGETTI E ARREDI LIGNEI.

ANGHIARI
TOSCANA
AREZZO

corsitarsialegno.it

27 apr 2019

brand per Anghiari e la mostra dell'artigianato




Mastro Santi Del Sere
Maestro Artigiano Bottega Scuola
Anghiari

Anghiari un Brand 

"piccole riflessioni e suggerimenti, come un piccolo sasso lanciato nello stagno"

Oramai è da decenni che si parla, si sente, dalle persone più comuni, che visitano le botteghe dell'artigianato di eccellenza, che si stanno perdendo molte attività e le professionalità che hanno dato storia, cultura, vita e proseguimento alle varie discipline artigiane .

I motivi di questo declino, dipendono da molti fattori; per quanto riguarda il ceto medio, che era il maggior acquirente, con la diminuzione della capacità di spesa , ha influenzato la produzione rivolta ad una vendita di un oggetto più facile da vendere legato ad una visita come ricordo, che ad un manufatto ricercato.

Un altro motivo è legato alla divulgazione mediatica e alle tendenze artistiche, che hanno influenzato il gusto per l'arredamento. L'arredamento oltre ad essere sempre più minimale , non segue più come nelle generazioni passate, che contemplava una durata eterna del manufatto. Adesso arredare la casa, per il ceto medio e non solo , ha una sola mira, andare a farsi un giro in un grosso supermercato spendere poco e stare alla moda del momento, inculcata dai media e dalla rete. Il mercato di eccellenza è per pochi eletti, ed è difficile raggiungere e farsi notare per piccoli artigiani.
tarsia Giovanni Del Sere 16 anni


Questa premessa è una piccola sintesi, molti altri punti dovrebbero essere presi in considerazione.

Voglio fare un piccolo esempio, per arrivare all'idea della mostra brand Anghiari.

Una piccola micro bottega artigiana, parlo sempre di un artigianato di eccellenza, come può farsi conoscere e avere una sua sopravvivenza in un mercato globale? Sicuramente la prima risposta è una forte comunicazione mediatica, oppure farsi vedere e proporre i suoi prodotti in mostre di livello nazionale e internazionale. Solamente queste due risposte cosa comportano ad un piccolo artigiano.?

La comunicazione, già di per se è una scienza che ha bisogno di essere eseguita da persone competenti, con costi abbastanza elevati.


Le mostre di grande interesse, hanno ad un costo molto rilevante non sostenibile per piccole realtà artigiane, ma ammettiamo il caso che il prodotto proposto avesse un successo di richieste, una piccola bottega artigiana non strutturata si troverebbe a non sostenere le richieste di mercato, per mancanza di collaboratori adatti ad una produzione di qualità. Con questi solo due esempi si può capire che solamente un imprenditore può stare e onorare il mercato.
anta intarsiata

Domanda ma un piccolo artigiano si può chiamare imprenditore?

Ho sempre sostenuto che gli artigiani rimangono artigiani e non posso essere chiamati imprenditori, per motivi semplici e di struttura della bottega. La produzione della piccola bottega è relativa all'artigiano che la creata, è lui che disegna, costruisce, vende promuove il suo prodotto, deve essere una persona poliedrica, nel saper fare ed essere sempre attenta, alla comunicazione, all'amore e la passione del proprio lavoro per mantenere in vita la propria attività, frutto di anni d'impegno e di piccoli investimenti.

In questo periodo storico, con un mondo in continuo cambiamento, un piccolo artigiano avrà un futuro?

In questi giorni dedicati alla mostra dell'artigianato, che è l'unico evento importante sull'artigianato della provincia di Arezzo, mi sono fatto questa domanda a cosa serve e ha chi serve questa manifestazione costruita sempre con lo stesso format da anni? Sicuramente il livello è alquanto scaduto, pochi in sporadici casi ci sono delle eccellenze, basti pensare che lo stand più grande è la vendita di prodotti enogastronomici.


Ma questa non vuole essere una critica superficiale ma una critica costruttiva accompagnata da una mia, forse utopica idea di mostra futura.

Anghiari, è da tanti anni riconosciuto come punto di riferimento per l'artigianato, ha una storia non grandissima, ma importante in materia. Il paese è caratteristico nel suo centro storico a una scuola ex d'Arte adesso Liceo. In questo contesto si dovrebbe inserire l'idea del brand Anghiari e quindi una visione nuova per la mostra dell'artigianato.
corso bottega scuola
Partendo dalla scuola, oltre che proseguire l'attività liceale potrebbe diventare, parallelamente, anche un accademia di mestieri, dove ragazzi diplomati, non solo del nostro territorio, possono apprendere e fare un percorso formativo su alcune attività di eccellenze artigianali, non solo rivolte ad un mercato tradizionale ma che abbia un forte interesse alla innovazione del prodotto, che si possa inserire e dare risposta al un mercato attuale.

La mostra potrebbe essere una iniziativa unica di far conoscere le realtà artigiane, rispettando la propria identità ma racchiuse in un marchio comune del nostro piccolo paese.

Per far ciò, che cosa occorre? un grosso investimento di una azienda strutturata che investa e diventi un punto di riferimento per far continuare e mantenere in vita il saper fare, promuovere le piccole attività collegate ad una marchio un brand del paese di Anghiari.
Giovanni Del Sere tarsia

Il marchio e la stessa mostra potrebbero essere l'arma promozionale per eventi di carattere nazionale ed internazionale, dove la comunicazione deve avere una parte importantissima per questo tipo di idea progetto.

Per riuscire a concretizzare una simile idea necessita di un piano industriale che solo come ho detto, ha bisogno di una grossa impresa, che investa e faccia suo un marchio unico, un progetto pilota che in questo momento in Italia mi sembra non esista.
mobile

Una iniziativa di questo tipo, porterebbe questo piccolo paese ad essere un punto di riferimento per l'artigianato, per formare e tramandare le discipline artigianali, con una visione più ampia non rivolta solamente alla tradizione, con una forte tendenza all'innovazione, con l'aiuto delle nuove tecnologie per creare un prodotto di pregevolezza da promuovere nel mercato e dare sopravvivenza ad un artigianato che ci invidia tutto il mondo.

Mastro Santi Del sere

6 mar 2019

MOBILI INTARSIATI CONTEMPORANEI AL LOUVRE




RESTAURATORE EBANISTA


Nel 1998, tramite a dei corsi aggiornamento, ebbi la fortuna di conoscere uno dei massimi restauratori viventi Fiorentini, Andrea Fedeli. 
Nelle lezioni tenute dal professore, scoprii che avevamo una passione in comune la tarsia rinascimentale e gli dissi anche delle mie idee . Al tal proposito trovai in lui una persona che la vedeva come me, nel fatto di riproporre la tarsia prospettica-pittorica in chiave moderna.










Fedeli, visto il mio entusiasmo, mi propose di partecipare ad un progetto, come collaboratore della sua qualificatissima bottega, per l'esecuzione di alcuni mobili di una importante collezione, che riproponeva questa tecnica in un progetto che riguardava di creare una serie di mobili disegnati dal famoso design Ettore Sottsass e da Andrea Fedeli.
Accettai, anche se dentro di me sudavo freddo visto l'importanza dei lavori commissionatomi, sperando di essere all'altezza. 













Per soddisfazione personale, per aver costruito e realizzato nella mia bottega in Anghiari una parte della collezione, che mi commissiono Fedeli, sapevo e scopro che uno dei mobili girevoli è dal Ottobre 2011: l’opera Lanaken Inverno è entrata a far parte della collezione permanente del Musée
des Arts Décoratifs di Parigi (Louvre)





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